Il titantroon ci mostra delle immagini...
Il cimitero cittadino è a pochi Km dalla Reptile Arena ove il mondo cambia e tutto sussulta.
Quando lo show è in fermento le luci brillano senza sosta colpendo ed accecando alcune
bare ed alcuni grumuli di terra rimasti in superficie.
"In the city of blinding lights" cantavano gli U2 e con sottile ironia potremmo attribuire tale
testo ad una fossa comune o ad una lapide semi scoperchiata. E' pallida la luna intravista
nel buio del luogo ove riposano in pace le anime.
Un uomo osserva un epitaffio, forse il suo, forse il nostro! Un guanto accarezza una foto in
una cornice come se tale gesto fosse il rito più appropriato per riportare in vita un immagine.
Tutto inutile! I cipressi e il pulviscolo rimangono saldi al pavimento.
Aspro vento che gemi un dolore troppo triste per essere cantanto,
vento selvaggio sulle cupe nuvole che tutta la notte risuonano a morto:
triste bufera di lacrime inutili
nude foreste dai rami protesi
grotte profonde e mare pauroso
per tutto il male del mondo
piangete!"
Ad alta voce nel cuore della notte, la poesia recitata dal misterioso individuo
assume connotati funerei, abissali. La sua voce gutturale sparisce nell'ombra
per poi ricomparire sotto l'effetto delle accecanti luci.
Uno rivolo d'acqua sgorga a due passi dalla lapide, l'uomo osserva il suo riflesso.
Le credenze popolari considerano gli specchi un passaggio per l'altro mondo, un luogo
ove l'uomo spesso vi è ospite, e ancora più spesso vi è pastore.
" E altri come incedendo verso la tomba
riversavano i vermi caplestati
che strisciano sotterra
e altri ancora camminavano dolenti,
nel buio della loro stessa ombra,
chiamandola Morte.
E alcuni la rifuggivano come fosse uno spettro
quasi evanescente nella pena d'un vano respiro"
Un'altra poesia come per dar man forte alle ombre calpestate sul suo cammino.
Che sia figlio della morte a cui decanta poeti congiunti ad essa? O che sia proprio
la tragica mietitrice a muovere la sua voce?
Lo show sta per avere inizio e l'uomo osserva un ultimo fascio schiarire il suo sguardo
avvilito, sporco di terra abbattuta. Non vi è giorno peggiore oltre l'ultimo che attende
ogni uomo, non tutti forse!
"E la forza della luce non inaridisce più i fiori ...
gonfi sono i torrenti....
ma vedo la tomba del padre e già ti pare che pianga?
Ma il passato è come il futuro,
sacro ai cantori e nei giorni d'autunno
riconciliamo le Ombre"