Jeff Draven cammina lungo Il backstage ed il suo sguardo assorto, osserva, la pioggia incessante fuori dalla finestra. Il rammarico, la rabbia sono sensazioni, spesso, rese compagne di avventure distorte, poco piacevoli, insensate. Il gelo adagiato nelle mente delle sue vittime, come rosa nelle mani di una donna, in questo istante accompagna il Mindfreak in una cavalcata di pensieri, ricordi, rimorsi ma un antico adagio recitava: "La storia non si fa con i se o con i ma." ed un altro suggeriva: "Col senno di poi ne son piene le fosse.".
Rimane un uomo e la sua fragilità mai mostrata ad altri. Rimane un uomo ed il suo umorismo nero messo in croce dal sadico gioco del destino. Rimane un uomo assorto dinanzi alla pioggia ma nessuna lacrima righerà il suo volto ne il suo percorso. Rimane un uomo vuoto conscio della sua leggenda.
Jack Ripley osserva il viavai dei pensieri dell'Antiwrestler ed una breve risata compare sulle sue labbra purpuree. Il viso pallido, i capelli raccolti lo fanno somigliare ad un cadavere e la luce fioca del dietro quinta lo rendono più sinistro e meno umano.
<< Qualcosa non va Jeff?>> Asserì con voce pacata l'illusionista.
<< Non ho voglia di giocare pagliaccio!>> Rispose Draven oltrepassandolo senza degnarlo di uno sguardo.
<< JEEEEF.....(Urlò Ripley) Hai lo stesso volto di chi gioca al "Dottore e la paziente" con una splendida bionda ed è costretto a guidare ll'ambulanza. C'è un momento in cui quando qualcosa viene inizia, qualcuno deve finirla. E tu hai dato inizio a qualcosa che non ho mai completato.>> Esclamò con tono pacato l'ambiguo wrestler.
<< Cosa diavolo vuoi? <> Tuonò Drake con il gelo del suo timbro vocale.
<< Io credo che tu lo sappia...>> Jack pronunciando la frase puntò i suoi occhi eterocromatici dinanzi al rivale. Si stacco dalla parete, avviandosi verso l'uscita.
<> La moneta fu tirata in aria con forza ma la faccia selezionata non vi è data sapere. L'ultima immagine tra i due fu il ghigno sornione del trasformista e gli occhi privi d'emozione del Mindfreak.
> Urlò il leader dei Chimera.
<< Mi chiamo John Do! >> Rispose l'altro. (Rimando a nota 1, termine segmento)
E fu la fine di un ambiguo dialogo, e fu la conclu.....
Una telecamera inquadrò un monitor rimasto acceso durante la diretta, nonostante la sua conclusione. L'immagine presentava i sintomi dell'epico ma nulla di buono. L'immagine viva e vegeta di un incubo ricompariva in realtà come un moderno Freddy Krueger. L'immagine, come lama, feriva le carni e la mente rimandava a pericoli che cedevamo ultimati e trascorsi.
Il simbolo di Next Mave presentava la sua tremenda minaccia ed una scritta fulgida, scialba ma vivida ed essenziale mostrò il suo ultimo avvertimento e nulla fu più come prima:
"NEXT MAVE..........IS COMING!"
----------
Nota 1: John Do è il nome con cui vengono identificati i cadaveri senza nome che giungono negli obitori.